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Nome: Sir Biss (de' Serpis) ma chiamatemi pure Sir
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28/11/2009

Pierangelo Bertoli & Fiorella Mannoia - Pescatore (1980)


postato da: FlavioRoma alle ore 14:05 | link | commenti (3)
categorie: musica
24/11/2009

COME IL CORVO DIVENTO’ NERO

corvo
 
 
Nei giorni lontani, quando la terra e la gente su di essa erano state create da poco, tutti i corvi erano bianchi come la neve.
In quei tempi antichi la gente non aveva né cavalli, né armi da fuoco, né armi di ferro.
Tuttavia si procurava cibo a sufficienza per sopravvivere cacciando il buffalo.
Ma cacciare i grossi buffali a piedi con armi che avevano punte in pietra era duro, aleatorio e pericoloso.
I corvi rendevano le cose ancora più difficili per i cacciatori perché erano amici dei buffali.
Librati alti nell'aria, vedevano tutto quello che succedeva nella prateria.
Ogni volta che notavano dei cacciatori avvicinarsi ad una mandria di buffali, volavano dai loro amici e, appollaiati tra le loro corna, davano l'allarme:
« Caw, caw, caw, cugini, stanno venendo dei cacciatori. Stanno avanzando furtivamente attraverso quella gola laggiù. Stanno salendo dietro quella collina. State attenti! Caw, caw, caw! »
Allora, i buffali fuggivano in disordine, e la gente soffriva la fame.
La gente tenne un consiglio per decidere che cosa fare.
Ebbene, tra i corvi ce n'era uno veramente enorme, due volte più grosso di tutti gli altri.
Quel corvo era la loro guida.
Un vecchio e saggio capo si alzò e diede questo suggerimento:
« Dobbiamo catturare il grosso corvo bianco », disse, « e dargli una lezione. O farlo o continuare a soffrire la fame ».
Portò fuori una grande pelle di buffalo, con la testa e le corna ancora attaccate.
La mise sulla schiena di un giovane coraggioso, e disse:
« Nipote, insinuati tra i buffali. Penseranno che tu sia uno di loro, e potrai catturare il grosso corvo bianco ».
Camuffato da buffalo, il giovane strisciò tra la mandria come se stesse pascolando.
Le grosse bestie pelose non gli prestarono nessuna attenzione.
Allora i cacciatori uscirono dall'accampamento dietro di lui, con gli archi pronti.
Come si avvicinarono alla mandria, i corvi arrivarono volando, come al solito, dando l'allarme ai buffali:
« Caw, caw, caw, cugini, i cacciatori arrivano per uccidervi. Fate attenzione alle loro frecce. Caw, caw, caw! »
e come al solito tutti i buffali fuggirono via in disordine: tutti, cioè, eccetto il giovane cacciatore camuffato sotto la sua pelle pelosa, il quale faceva finta di continuare a pascolare come prima.
Allora il grosso corvo bianco venne giù planando, si appollaiò sulle spalle del cacciatore e sbattendo le ali disse:
« Caw, caw, caw, fratello, sei sordo? I cacciatori sono vicini, appena sopra la collina. Mettiti in salvo! ».
Ma il giovane coraggioso si allungò da sotto la pelle di buffalo ed afferrò il corvo per le zampe.
Con una corda di pelle grezza legò le zampe del grosso uccello ed allacciò l'altro capo ad una pietra.
Per quanto si dibattesse, il corvo non poté fuggire.
La gente sedette nuovamente in consiglio.
« Cosa ne dovremo fare di questo grosso uccello cattivo, che ci ha fatto soffrire cento volte la fame? ».
« Lo brucerò all'istante! »
rispose un cacciatore arrabbiato, e prima che qualcuno potesse fermarlo, tirò via con uno strattone il corvo dalle mani di quello che l'aveva catturato e lo ficcò nel fuoco del consiglio, corda, pietra e tutto quanto.
« Questo ti servirà da lezione », disse.
Naturalmente, la corda che teneva la pietra bruciò quasi subito, ed il grosso corvo riuscì a volar via dal fuoco.
Ma era malamente bruciacchiato, ed alcune delle sue penne erano carbonizzate.
Benché fosse ancora grosso, non era più bianco.
« Caw, caw, caw », gridò, volando via più velocemente che poté. « Non lo farò mai più; non darò più l'allarme ai buffali, e così farà tutta la nazione dei Corvi. Lo prometto! Caw, caw, caw ».
Così il corvo fuggì. Ma da allora tutti i corvi furono neri.

postato da: sottolanevepane alle ore 16:17 | link | commenti (9)
categorie: animali, tradizione, indiani
16/11/2009

Bucatini coi carciofi

carciofi 

Per 4 persone:
 
400g di bucatini De Cecco
3 carciofi romani (o 6 sardi)
un cucchiaio di menta romana
un ciuffo di prezzemolo
3 piccoli porri
olio extravergine d’oliva
1 bicchiere di vino bianco secco
ana spolverata di pepe bianco.
 
Mondare i carciofi e tagliarli a fette sottili, pulendo e spezzettando anche i gambi (solo l’anima).
In una padella affettare i porri, aggiungere l’olio ed i carciofi, la menta ed il sale, facendo cuocere coperto (circa 15 minuti) ed aggiungendo il vino un po’ alla volta.
A cottura ultimata aggiungere il prezzemolo tritato e spolverare di pepe macinato al momento.
Lessare i bucatini e scolarli al dente, mantecandoli poi nella salsa per due minuti.
Servire caldi, accompagnati da una Falanghina del Sannio o da un Greco di tufo, ben freddi.


postato da: FlavioRoma alle ore 01:02 | link | commenti (16)
categorie: cucina, cibo, ilpentolo
14/11/2009

L'Italia ha altre emergenze

Cliccaci su e sottoscrivi l'appello.



postato da: sottolanevepane alle ore 14:03 | link | commenti (4)
categorie: politica, sociale, figlidiputtana
11/11/2009

San Martino

Scongiuri 

Se ogni cornuto

in mezzo alle corna

avesse un lampione ...

... Dio, che illuminazione!


postato da: FlavioRoma alle ore 16:00 | link | commenti (14)
categorie: umanità, tradizione
10/11/2009

Notung! Notung!


 
Notung, la spada che può rivivere solo forgiata nuovamente da Sigfrido.
Il simbolo dei doni messi a disposizione dal destino a chi è degno d'affrontarlo.

postato da: sottolanevepane alle ore 16:32 | link | commenti (2)
categorie: personaggi, uomini, tradizione
04/11/2009

La leggenda della Luna Piena

wolf6 
In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
- Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’? -
- Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! - rispose il lupo.
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
- Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto - disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna. Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
I lupi lo sanno… e ululano festosi alla luna piena.

postato da: sottolanevepane alle ore 20:18 | link | commenti (11)
categorie: miti, indiani
02/11/2009

Lo zio Trisssss ...

serpe

... è passssssato a trovarmi ed ha lassssciato un sssaluto a tutti gli amici.


postato da: sottolanevepane alle ore 22:20 | link | commenti (8)
categorie: animali, serpenti